Bianchi

Modena

                              




Bianchi

Treviso

                              


Tutte di antica origine sono le diverse diramazioni di questa famiglia, dalla quale uscirono Gerardo e Ottone Bianchi, Cardinali, molti vescovi, capitani, consoli, signori di ricchi feudi, decurioni, consiglieri di principi, e valorosi scrittori. Il primi che del ramo di Bologna apparisce, è un Martino console di Orvieto nel 938. Corradino e Venturino crociati nel 1223. Appartennero altri al Consiglio dei Savi, e molti furono degli anziani, senatori e gonfalonieri di giustizia. Il Bianchi di Napoli sono un ramo della precendente, passato prima in Istria e poi in Napoli ove nel 1682 ottenne il riconoscimento della nobiltà. Nel 1696 fece acquisto del feudo di Montrone, ed ebbe il titolo di marchese. Fu ascritto alla nobiltà di Bari e nel registro delle Piazze Chiuse. Altro ramo si stabilì in Taggia, Liguria, e discendono dai Conti di Lavagna. Oberto Bianco figlio di Pagano dei conti di Lavagna, che nel 1138 aveva giurato fedeltà al comune di Genova e nel 1143 era vassallo di quell'Arciv., fu capostipite dei diversi rami che assunsero il cognome di Bianchi. Martino ed Enrico, figli di Oberto, nel 1156 furono presi sotto la protezione del Comune di Genova, e più tardi fatti esenti dalle gravezze. Dal primo discendono i nobili Lavagnino, e dall'altro i Bianchi, i quali ultimi si suddivisero in molti rami, un de' quali diede origine a quello che si stabilì in Taggia, dove i Bianchi dal 1514 furono quasi sempre di quel Consiglio e nel 1564 difesero la città contro i pirati. Tutte le altre famiglie dei Bianchi, forse in numero di trenta, si diramarono in Genova, in Lavagna, in Lisbona e in molti altri luoghi, e vengono tutte nominate nella sentenza di franchigia del 10 Sett. 1790 esistente nell'Archivio di S. Giorgio di Genova. Arma di questo ramo: partito, nel 1o. d'argento al leone rampante d'azurro; nel secondo bandato d'argento e d'azurro. Il Bianchi di Genova sono una delle tante famiglie dei Bianchi di cui si è parlato nella precedente. Si disse Bianchi dei Bracelli perchè um decreto senatorio del 1592 la uni alla famiglia Bracelli. Il Bianchi del Veneto sono originari di Fognana sul lago di Como. Nel 1767 un Giacomo Bianchi andò a stabilirsi a Vienna, e ottenne la nobiltà dell'impero austríaco. Al presente sono stabiliti a Migliano nel Veneto, e godono del titolo di duchi di Casalanza. Arma di questo ramo: di rosso, al castello fiancheggiato di due torri d'oro, aperto del campo, movente da una pianura di verde e sormontato da una stella del secondo in mezzo alle due torri; col capo d'oro, all'aquila di nero. Il motto: SIT NOMEN DOMINI BENEDICTUM. Fiorirono anchi in Alessandria. Prima dell'edificazione di Alessandria, dimoravano nell'antico castello di Rovereto, dove rimasero poi sempre, e v'innalzarono una torre che portava il loro nome, ed un'altra ne fabbricarono fuori della città verso la Villa del Foro. Questo ramo fu dei Guelfi del Comune ed ebbe per lungo tempo la prefettura del giuoco d'Acheronte, di cui conservava presso di sè lo stendardo. Biagio Bianchi, capitano di fanteria, nel 1640, si segnalò sotto le mura di Torino, e all'assedio di Ivrea nel susseguente anno. Ortensio Bianchi, distinto giureconsulto, podestà di Asti nel 1594, poi oratore residente in Milano e questore infine del magistrato ordinario.

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